Viaggiare in bicicletta permette di vedere il mondo da una punto di vista diverso.
Il paesaggio scorre lentamente; la meta si assapora pian piano.
Viaggiare in bicicletta è più veloce che viaggiare a piedi e più comodo che
viaggiare a cavallo, ma la sostanza è molto simile.
Non tutti i ciclisti sono uguali.
Queste piccole note sono scritte per chi è alla prime armi e non sa ancora chi
incontrerà sui pedali.
1 - Il ciclista con la bici da corsa - E' difficile incontrarlo sulle piste
ciclabili.
Preferisce muoversi a grande velocità sulle strade di grande traffico, spesso
affiancato, sempre piuttosto accaldato, il viso contratto in una smorfia di sforzo
o di dolore.
Ipertecnologico, sul suo manubrio fanno bella mostra di sé un ciclocomputer con
25 funzioni e almeno un cardiofrequenzimetro.
Manca il campanello, che appesantirebbe il telaio indeformabile in fibra di
carbonio, kevlar o qualche lega leggera copiata alla McLaren.
Quelle poche volte che si avventura sulle piste ciclabili chiede strada fischiando
o gridando (non avendo ovviamente campanello) ed è sempre teso a qualche meta
disumana di centinaia di chilometri.
Contrariamente agli altri ciclisti ha quasi sempre il casco.
2 - Il ciclista in mountain bike - Ovviamente ama i percorsi fuori strada,
ma sono faticosi. Se ne vede qualcuno in alta montagna.
Per lo più gira in città. Imparentato con i possessori di SUV e altre auto da
fuoristrada, sale sui marciapiedi con biciclette biammortizzate equipaggiate da
gomme tassellate extra-larghe.
Mette il casco, ultimo modello, a seconda dell'umore, di solito quando deve farsi
notare se passa vicino all'Idroscalo.
3 - Il ciclista "bene", di solito con gentile signora - Ha scoperto che
le auto coupè sono decisamente out. Il SUV non è simpatico a tutti e la station
wagon sei cilindri si parcheggia con difficoltà al sabato.
Allora si cimenta dalle parti dei Navigli, a Brera o in Montenapo, con vecchia e
logora bicicletta da città.
Freni a bacchetta, giusta quantità di ruggine blasèe, telaio Edoardo Bianchi o
Legnano d'epoca.
Pantaloni di velluto firmati e scarpe da 300 euro, spesso è accompagnato da bambini
apparentemente ben educati che rispondono al nome di Ascanio, Barnaba o Edoardo
Maria; in realtà sono dei simpatici rompiballe che cercano solo di ribellarsi.
Le figlie invece le chiama Marvi, Emi o Nora; hanno già imparato a guardare fisso
davanti a sé con occhi di ghiaccio; qualcuna così arriva in Pronto Soccorso.
Il ciclista "bene" se buca una gomma non ha problemi: arriva l'amico con il SUV
e recupera l'intera famiglia.
4 - Il cicloturista - Quando viaggia in città usa una bicicletta comune
con una logora borsa laterale, negligentemente agganciata al portapacchi posteriore.
Alla domenica la bicicletta è più aggiornata. Ora compare qualche ammortizzata e
con freni a disco, almeno anteriori.
Fortunatamente ha le luci regolamentari e il campanello portato per ricordo dalla
Germania, però lo usa solo all'estero, timoroso di offendere, e sulla piste ciclabili
italiane ha ragione.
Quando è in viaggio ufficiale porta almeno tre borse, due posteriori e una al manubrio.
Se proprio il viaggio è lungo possono comparire anche due borse anteriori oppure
un carrellino porta-bagagli.
Sul manubrio fa mostra di sé un vecchio ciclo-computer scolorito e da poco tempo
un fiammante GPS.
Non ha molto senso dell'umorismo e non capisce perchè gli chiedano se ha fatto il
militare nell'artiglieria someggiata da montagna a Malles Venosta.
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