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Il Danubio in bicicletta - da Regensburg a Bratislava
1 - Regensburg - Niederranna

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29 giugno 2003 - Regensburg - km 28.6

Regensburg! Eccoci di nuovo sul Danubio nel giorno del mio onomastico e dell'anniversario di matrimonio dei miei genitori. Meno di un anno fa eravamo arrivati sin qui da Ulm, con le nostre vecchie biciclette.
Il duomo di Ratisbona è dedicato a S. Pietro, per cui arriviamo in città nel giorno del Santo patrono. Per l'occasione la città è piena di bancarelle, chioschi, saltimbanchi, mendicanti e la birra scorre a fiumi.
La città è affascinante ma il duomo è ancora coperto parzialmente da impalcature, un po' come l'anno passato, e neppure questa volta ci riesce di vederne l'interno. Sulla piazza a fianco della cattedrale sorge la vecchia parrocchiale di S. Ulderico. Di struttura romanica ma terminata in stile gotico, ora ospita il museo diocesano.
Anche ora la fretta di partire, come l'anno scorso quella di ritornare a casa, ci fa vistare frettolosamente questa bellissima città d'arte, senza soffermarci più di tanto.
Quest'anno abbiamo posto la nostra base a Donaustauf, una diecina di chilometri a est della città, lungo il fiume, per riposare più tranquillamente dopo il lungo viaggio dall'Italia. Qui lasceremo la nostra automobile, in un parcheggio pubblico sulla riva sinistra.

30 giugno - Donaustauf- Reibersdorf - km 66.50 - dalla partenza km 95.1

Prima vera giornata di viaggio lungo il Danubio. La nostra prima meta è Straubing.
All'uscita da Donaustauf passiamo sotto l'incredibile Walhalla, una costruzione imponente, sul modello di un tempio dorico, costruita nel 1930 per celebrare i grandi uomini della Germania. Non saliamo però pensiamo che da lassù il panorama sul fiume debba essere molto bello.
Attraversiamo la cittadina di Wörth, dominata da un castello e dove sorge un bel palazzo comunale, poi proseguiamo sui pedali alla volta di Straubing.
Arriviamo verso le 14; è molto caldo e ci buttiamo subito in una birreria. La città è incantevole, con la torre civica che domina una grande piazza, molto movimentata. Dovrebbe esserci anche una chiesa romanica, ma non la troviamo se non alla fine, rassegnati e già avviati a uscire dalla città.
La chiesa di S. Pietro è suggestiva , immersa in un cimitero che si potrebbe definire "romantico". Qui incontriamo due amici, Paolo, italiano, e Ulrich, tedesco.
Ulrich ci mostra alcune particolarità del cimitero, quale un grande albero che ha inglobato una tomba, poi ci racconta la triste storia di una giovane sposa, Agnes Bernauer, uccisa ai tempi dell'inquisizione con l'accusa di stregoneria per mano del suocero.
Ripartiamo e attraversiamo il fiume dopo pochi chilometri sul ponte dedicato proprio ad Agnes Bernauer e ci fermiamo per la notte in un paesino minuscolo sulle rive del fiume: Riebersdorf.
La signora che ci affitta la zimmer ha un grande allevamento di maiali che si fanno sentire in tutti i sensi; a parte questo la camera è pulitissima e la colazione abbondante.

1 luglio - Reiberdorf-Pleinting - km 73.1 - dalla partenza km 168.2

Quello che si temeva, dopo febbrili consultazioni di siti meteo, si avvera: il maltempo. Ci seguirà per cinque giorni, ma non lo sappiamo ancora.
Sin dal mattino il cielo non promette bene, ma sul mezzogiorno, mentre attraversiamo la città di Deggendorf, arriva la pioggia. Sottile, rabbiosa, di traverso si infila in tutte le borse infradiciando cartoline, carte geografiche, agende e qualche capo di biancheria riposto incautamente.
Le nostre cerate ci proteggono mentre attraversiamo Metten, ammirando l'abbazia benedettina di un barocco molto luminoso quanto alla lunga stucchevole.
Altra abbazia a Niederalteich, inizialmente gotica, poi "barocchizzata" a sua volta. Dopo Niederalteich non c'è più storia e la pioggia battente ci toglie la voglia residua di guardarci in giro. Attraversiamo il paese di Künzing senza intravedere una locanda. In compenso nel paese successivo, a Pleinting, ne troviamo due, ma l'unico ristorante del villaggio è chiuso per il giorno di riposo settimanale.
Rimediamo con una pizza in un locale polveroso, gestito da un signore forse turco, sulle prime scostante, poi gentile; la pizza è comunque accettabile e approfittiamo del maltempo per una lunga dormita ristoratrice.

2 luglio - Pleinting-Niederranna - km 68.9 - dalla partenza km 237.1

Il grande fiume cambia completamente. Prima era una delle tante presenza su un territorio volta a volta agricolo, industriale, cittadino. Ora il Danubio è il protagonista.
Attorno a paesi e città costruiti sulle sue rive ruota un mondo fluviale di chiatte, battelli, traghetti, chiuse, cantieri, centrali e dighe, con gli uomini che ci lavorano. Lungo il fiume corre il "trepplelweg", il cammino che percorrevano i cavalli trainando le chiatte in risalita prima dell'arrivo dei motori a combustione.
Attraversiamo Passau, l'antica Passavia, nome onomatopeico che evoca l'incontro di antiche vie di comunicazione. Il confine dell'impero romano correva poco distante e qui l'Inn si unisce al Danubio.
L'acqua chiara a torbida che scende dopo il disgelo dai ghiacciai alpini si mescola gradualmente con quella scura e limpida che ha attraversato la Baviera. Per alcune centinaia di metri le due correnti corrono parallele e rappresentano uno spettacolo emozionante che si svela dall'alto del castello sulla riva sinistra.
La città è vivace, suggestiva e tutto parla dei fiumi. Sui muri delle case sulle rive spesso sono segnati i livelli che l'acqua ha raggiunto nelle piene storiche degli ultimi quattro secoli.
Anche qui siamo alla ricerca di una chiesa romanica che si cela proprio nel quartiere prossimo all'incontro dei due fiumi. Un uomo anziano ci indica sul muro di una casa, forse la sua, il livello che le acque hanno raggiunto nell'agosto del 2002. Troviamo finalmente la chiesa, che appartiene ai Gesuiti e che contiene la corona che fu del regno d'Ungheria. Dedichiamo ancora un po' di tempo alla visita del centro storico, dominato dall'imponente duomo settecentesco dedicato a Santo Stefano, poi ci lanciamo di nuovo lungo il fiume sulla riva sinistra. I boschi sulla riva destra di lì a poco sono già in territorio austriaco.
Dopo una decina di chilometri sulla riva sinistra anche noi attraversiamo la frontiera e passiamo in Austria. L'Europa Unita ha eliminato le formalità burocratiche, ma non l'emozione di varcare un confine, anche se è segnalato solo da un cartello.
Poco dopo giungiamo al paese di Niederranna, la nostra mèta per oggi. Il paese sorge e vive in riva al fiume. L'albergo dove dormiamo è un'antica locanda sorta nel luogo dove esisteva un traghetto a fune.
Poco lontano, sulla riva, è posta una lapide che ricorda il traghetto e il mestiere tradizionale di una famiglia di traghettatori, interrotto nel 1980 dalla costruzione del nuovo ponte.
Anche il clima è cambiato e più umido, specie durante le ore notturne quando una nebbia soffice copre le rive e rende ovattato il borbottio dei motori delle chiatte che risalgono il fiume.

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