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Il Danubio in bicicletta - da Regensburg a Bratislava
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3 luglio 2003 - Niederranna-Linz - km 81.46 - dalla partenza km 318.53

Questa sarebbe stata la parte più affascinante del viaggio, quella in cui il Danubio scorre per una quindicina di chilometri lungo una valle stretta, dai versanti coperti da un fitto bosco ripariale. Dobbiamo passare sulla sponda destra su un piccolo traghetto a motore.
Pochi i compagni di viaggio e insolitamente riservati e silenziosi. Purtroppo il tempo non ci è amico e pedaliamo sotto un cielo plumbeo, con la costante minaccia della pioggia.
Pochi ciclisti ci incrociano, pochissimi ci superano. Viaggiamo in silenzio, cogliendo l'opportunità di rimanere per qualche tempo soli con noi stessi.
Anche i battelli e le chiatte sembrano sentire il tempo e ci paiono rari e silenziosi. Arriviamo a Linz abbastanza tardi e molto stanchi.

4 luglio - Linz-Mauthausen - km 36.6 - dalla partenza km 355.14

Abbiamo deciso di prenderci un giorno di relativo riposo e dedichiamo la mattina a visitare Linz; il tempo non è splendido, ma non piove e ci regala anche qualche momento di sole.
Visitiamo la chiesa di S. Martino, dalla struttura carolingia, e infatti notiamo le vestigia delle grandi porte laterali ad arco, murate in epoca romanica.
Saliamo con il tram d'epoca sino all'abbazia benedettina di Pöstlingberg, poi ci concediamo una fetta della famosa Linzertorte nella pasticceria più famosa della città.
In contemporanea alla nostra visita si svolge sulla riva sinistra del fiume un concerto rock e la città è piena di adolescenti eccitati e anche un po' maleducati; insomma tutto il mondo è paese.
A metà pomeriggio partenza per una breve pedalata sino a Mauthausen, giusto in tempo per evitare un acquazzone biblico.

5 luglio - Mauthausen-Ybbs - km 75.20 - dalla partenza km 430.34

Altra giornata plumbea, ma ancor più tetra dalla visita al campo di concentramento che sorge a pochi chilometri da questa cittadina simpatica in riva al Danubio.
Dopo una aspra salita di cinque chilometri compare fra le colline il profilo spettrale e massiccio dei muri di cinta del lager. Per mezz'ora, nel silenzio irreale di queste mura intravediamo i bagliori lividi dell'inferno che si è aperto mezzo secolo fa fra queste colline in riva al grande fiume.
Ripartiamo alle 11.30 e per molti chilometri pedaliamo in silenzio.
Il seguito è ancora una tappa di trasferimento verso sud-est sotto un cielo sempre più grigio e sotto acquazzoni che si susseguono.
Durante il più violento di questi temporali ci fermiamo in una locanda nel villaggio di Ardagger Markt. E' un po' un ritorno all'infanzia, ai primi viaggi in Germania nel dopoguerra, in questo locale dove l'atmosfera e il gulasch che si serve sono rimasti quelli degli anni '50.
Per l'ora di cena arriviamo e pernottiamo a Ybbs, una cittadina che dovrebbe essere romantica con il bel tempo, ma che vediamo appiattita e uggiosa sotto questo cielo nuvoloso.
Queste giornate piovose ci consentono di macinare chilometri su chilometri spingendo sui pedali, ma ci tolgono la gioia di scoprire posti nuovi che ci apparirebbero ben diversi sotto un cielo sereno.
Ogni sera la previsioni del tempo ci danno un filo di speranza, ma ogni mattino arriva ad augurarci il buon giorno con la sua luce livida e lattiginosa.

6 luglio - Ybbs-Krems - km 70.53 - dalla partenza km 500.87

La giornata è iniziata male con tempo umido e una gomma sgonfia. Naturalmente è domenica e i meccanici sono chiusi. Perdiamo un sacco di tempo per scoprire che i distributori di benzina sono dotati di un raccordo che permette di gonfiare le gomme delle biciclette con il compressore.
Poco discosto dal fiume troviamo un affresco cinquecentesco che raffigura S. Cristoforo, patrono dei viaggiatori e invocato contro le alluvioni sino al '700 quando il suo posto venne preso da S. Giovanni Nepomuceno. Viste le due epoche differenti le effigie di S. Cristoforo sono quasi tutte dipinte a fresco; il Santo di Nepomuck invece viene ricordato sempre con statue molto simili e stereotipate; quasi ogni villaggio sul Danubio ne possiede almeno una, posta su un ponte o nelle immediate adiacenze del fiume.
Attraversiamo la cittadina di Pochlarn, poi quella di Melk. Qui sorge una grandiosa abbazia benedettina; la più grande d'Europa; imponente nel suo stile tardo barocco, domina la città da un colle sulla riva destra del fiume.
Ai suoi piedi, nel vecchio nucleo, sorge la gotica e bellissima chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo.
La costruzione è stata deturpata dalla Controriforma, ma la struttura e gli altari lignei sono rimasti originali.
A Melk, nel primo pomeriggio, assaggiamo la Melktorte, una torta al cioccolato e albicocche, parente della più famosa Sacher, ma non meno delicata.
Ripartiamo sotto la pioggia e inizia una serie interminabile di saliscendi lungo la riva sinistra del Danubio. Poco dopo arriviamo nella regione vinicola della Wachau. Il fiume scorre al fondo di un solco profondo duecento metri rispetto alla pianura circostante. Lungo i versanti del solco vallivo vengono coltivati i famosi vigneti della regione. Il tempo è incerto ma i paesi sono invasi dalla folla dei gitanti domenicali, qualcuno già alticcio nel tardo pomeriggio.
Oltre alla coltivazione della vite nella Wachau si coltivano albicocche da cui si trae un'acquavite delicata. Su entrambe le rive del fiume sono numerose le chiesette gotiche che danno un'impronta suggestiva al paesaggio.
Per la notte ci fermiano all' estremità orientale della regione, a Stein an der Donau.

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