Da Samedan a Scuol

Da Samedan a Zernez Si parte dall'aeroporto, sempre molto movimentato da aerei da turismo, elicotteri e alianti che si incrociano in cielo per tutta la giornata.
La pista ciclabile abbandona l'Inn per seguire delle paludi sulla riva destra, sempre piene di Germani e di folaghe, poi ritorna sull'argine del fiume sino quasi a Bever.
La strada, sin qui sterrata ma piacevole, praticamente senza pendenze, ritorna asfaltata con dolci saliscendi.
Ad ogni paese, Bever, La Punt, Madulain e Zuoz, conviene fare piccole digressioni per ammirare le fontane fiorite, i balconi e le finestre a sporto.
Dopo Zuoz la pista ritorna in breve sterrata; i saliscendi si accentuano e si sale in alto sulla riva destra, da cui si domina il fiume e i paesi sull'altra sponda.
All'altezza di Cinuos-Chel la salita diviene sensibile, poi inizia una serie di saliscendi fra i boschi di larice e di abete.
La discesa su Zernez è finalmente liberatoria.

Da Zernez a Scuol Questa tappa è solo di una trentina abbondante di chilometri, ma certo è la più panoramica e faticosa di tutto il corso svizzero dell'Inn.
Si parte dalla stazione di Zernez; si gira a destra e si attraversa il paese per poi piegare a destra, lungo una strada che diviene rapidamente sterrata e in lieve salita.
Si prosegue con brevi salite e discese per alcuni chilometri in mezzo a boschi di abeti e larici poco sopra la riva destra del fiume.
Giunti a Susch lo si attraversa su un ponte coperto caratteristico. Si attraversa il paese, da cui parte la strada che sale al passo del Flüela e si riattraversa il fiume passando di fianco alla chiesa. Dopo qualche chilometro e qualche altro saliscendi si giunge a Lavin.
Altro ponte coperto sul fiume, breve visita del paese, e poi una strada sterrata, con l'inequivocabile freccia rossa ci indirizza in alto sulla sponda sinistra del fiume.
Si pedala in decisa salita, mentre in alto si avvicina lentamente il paese di Guarda. Dopo circa cinque chilometri entriamo in uno di villaggi più incantevoli dell'Engadina e della Svizzera intera; quasi tutte le case sono decorate a fresco o a graffito.
La tentazione sarebbe quella di entrare in uno dei numerosi alberghetti per trascorrere qualche giorno nella pace più assoluta. Fortunatamente in Svizzera i prezzi sono esposti all'esterno e sono un potente antidoto alle tentazioni poetiche.
Lasciato il paese attraversiamo una conca di prati verdi, al limite del bosco, e raggiungiamo Bos-cha. La strada piega in basso e dopo una discesa veloce e asfaltata entriamo a Ardez, altro ridente paese che giace fra la chiesa gotica, ora riformata, la torre medioevale e la stazione delle tetragone Ferrovie Retiche.
Poco dopo, affranti, affrontiamo un'altra salita di circa tre chilometri. Questa volta è una strada asfaltata quella che di inerpica sul versante sinistro della valle sino al villaggio di Ftan. Lo attraversiamo e una ripida ma agevole discesa ci fa planare dolcemente su Scuol, che è anche una famosa località termale.
Ci ritroviamo sul piazzale della stazione. Abbiamo percorso 33 chilometri ma ci sembrano almeno il doppio. Per chi ha ancora energie c'è la piscina termale prima del sonno meritato.