Da Landeck a Innsbruck

Da Landeck a Imst Scendere da Scuol a Landeck non mi sembra divertente e poi il problema è il ritorno all'automobile, quindi puntiamo decisamente su Landeck.
Lasciata l'auto nei pressi della stazione ferroviaria (ovviamente!) iniziamo a pedalare sulla pista ciclabile dell'Inn austriaco. La segnalazione del percorso è molto accurata ma un po' ermetica.
L'indicazione dei paesi è realizzata con frecce verdi. Ogni tanto un segnale circolare ci conferma che siamo sulla Inntal Radwanderweg.
Se il segnale è azzurro nessun problema, è un tratto di fondovalle; se il segnale è rosso annuncia l'avvicinarsi di una salita, di solito biblica, ma superabile in sella.
Non ho trovato altri colori ma mi hanno spiegato che se il segnale è giallo annuncia un tratto da superare a piedi. Il primo pomeriggio è andato bene.
Ci fermiamo dentro un parco giochi a Zams per due panini al pomodoro e molta acqua, il nostro consueto carburante di mezzogiorno. Ci eravamo riproposti di raggiungere Imst e così proseguiamo il pomeriggio, pedalando attraverso prati ordinati e boschi curati, costeggiando a tratti il fiume, a tratti la ferrovia.
Arriviamo a Brennbichl, poco sotto la cittadina tirolese, verso le cinque e trenta del pomeriggio. Ci sembra doveroso, ancorchè faticoso, salire a Imst, che si trova a circa tre chilometri dal fiume, a sinistra, su un poggio al'imbocco di una valle laterale.
Facciamo appena in tempo a trovare una guida ciclistica dell'Inn in due volumetti (dalla sorgente a Innsbruck e da Innsbruck a Passau) che si riveleranno preziosi, poi la cartoleria chiude inesorabilmente.
Torniamo a Brennbichl e ci buttiamo dentro l'Hotel Neuner dove ci abbandoniamo al sonno del ciclista dopo una cena meritata, innaffiata con ottima birra tirolese.
Il mattino successivo è di rigore la risalita a Imst con visita della cittadina. Bella la chiesa parrocchiale con molti affreschi del cinquecento all'esterno e una meridiana.

Da Imst a Innsbruck Torniamo sul fiume a metà mattina, giusto in tempo per assistere alla partenza di numerosi gommoni per il rafting lungo l'Inn.
Imbocchiamo anche noi la nostra ciclabile e quasi subito incontriamo il dischetto rosso che annuncia una brutta salita: l'inizio è accettabile, ma dopo qualche minuto l'erta sembra senza fine.
Dopo circa cinquecento metri un cartello ci avverte che stiamo percorrendo un tratto con la pendenza del 18%, tanto per sollevarci il morale!
Dopo venti minuti, dopo aver percorso meno di tre chilometri, arriviamo a Karres, ridente paesino a mezzacosta, sempre sul versante sinistro della valle, e qui cominciano circa dieci chilometri di saliscendi più o meno simpatici, che hanno fine solo a Haiming. Qui, all'ombra di alcuni tigli, davanti a una Gasthof decorata a graffiti, ritroviamo gli equipaggi che hanno sceso il fiume con i gommoni.
Siamo molto stanchi, ma Innsbruck è lontana e ripartiamo dopo aver riempito le borracce. Finalmente si pedala in fondovalle; ancora quindici chilometri e sulla riva destra del fiume si stagliano i due campanili di un'abbazia benedettina.
E' Stams, capolavoro d'arte barocca. Davanti al portale del chiostro, di fianco a una fontana e sotto a una gigantesca meridiana spuntano dalla borsa panini al pomodoro e frutta fresca, il carburante di mezzogiorno.
Iniziamo la digestione con la visita all'abbazia poi di nuovo in sella, costeggiando volta a volta la ferrovia e il fiume sulla riva destra. Dopo quattro chilometri sulla riva sinistra compare Telfs, con i caratteristici due campanili della sua chiesa parrocchiale.
Facciamo un breve giro della cittadina, acquistiamo qualche pellicola (all'epoca non c'era ancora la digitale) e un ghiacciolo a un supermercato e poi di nuovo in sella.
Ci sembra che la meta sia vicina, invece dovremo pedalare ancora per trenta chilometri.
Arriviamo piuttosto stanchi a Innsbruck; il contachilometri segna 84.48 chilometri.