Da Innsbruck a Kufstein
Da Innsbruck a Schwaz Riprendiamo il percorso dopo la visita alla città e
iniziamo a pedalare verso ovest. Rimaniamo sulla riva destra del fiume sino alla
funicolare che sale all'Alpen Zoo. Sarebbe bello salire ma il tempo è tiranno.
Passiamo sulla riva sinistra e proseguiamo all'interno di quello che sembra un
giardino pubblico senza fine. Dopo circa 10 chilometri arriviamo a Hall in Tirol.
Dall'altra parte della ferrovia intravvediamo una torre e decidiamo di andare a
vedere il paese.
Hall in Tirol è una cittadina medioevale stupenda: la torre è quella dell'antica
zecca imperiale, dove venivano coniati i talleri. Saliamo verso il centro storico
inerpicandoci per ripide stradine. Sarebbe bello fermarsi qui, ma la strada è lunga
e ci siamo proposti di raggiungere almeno Schwaz.
Abbandoniamo Hall attraversando il fiume su un ponte di legno e ci avviamo di nuovo
verso ovest.
La pista ciclabile corre sempre vicina al fiume e alla ferrovia; talvolta ahimè
costeggia anche l'autostrada e il frastuono è molto fastidioso e ci impedisce di
chiacchierare.
Il tempo si mantiene sempre eccezionale e attaversiamo campagne coltivate a insalata
a perdita d'occhio.
Proseguiamo per una ventina di chilometri a tratti sulla riva destra, a tratti su
quella sinistra dell'Inn.
I cartelli sono chiari e il disco azzurro ci rassicura che non troveremo salite
impegnative. Dopo una ventina di chilometri ecco Schwaz.
Il suo castello, che sovrasta la riva destra del fiume, si fa notare da lontano.
Consultiamo la fedele guida e dopo l'ultimo ponte raggiungiamo la riva destra dell'Inn
e ci infiliamo nella Gasthof Schaller. Doccia e meritata cena tirolese.
Da Schwaz a Kufstein Dopo il sonno ci sveglia di primo
mattino lo scrosciare della pioggia.
Ci concentriamo sulla prima colazione e
smette di piovere!
Verso le nove partenza. E' molto freddo.
Prima di incamminarci verso nord-ovest saliamo sino al castello e ci scaldiamo (quasi)
per incanto sulla salita con tratti del 18%.
Il panorama con il bel tempo deve essere indimenticabile. Imprechiamo e scendiamo per
continuare il viaggio.
La prima tappa è Jenbach a sette chilometri circa.
Il paese non dice molto, ma dalla sua stazione partono ben due ferrovie turistiche
ancora esercite con trazione a vapore. Ci attardiamo per le laboriose manovre prima
della partenza del convoglio verso il lago che si stende a nord di Jenbach, l'Achersee.
Si è fatta ora di pranzo. E' freddo e abbiamo terminato le razioni di sopravvivenza.
Un Kebab risulta la soluzione ai nostri problemi. Non è molto tirolese, ma certamente
più caldo dei soliti panini di mezzogiorno.
Ripartiamo riscaldati e sfamati, ma mancano almeno 40 chilometri a Kufstein.
Pedaliamo tutto il pomeriggio sotto un cielo plumbeo che a tratti ci degna di qualche
goccia di pioggia, ma ci lascia sempre proseguire.
Attraversiamo Brixlegg senza fermarci e arriviamo a Wogl giusto in tempo per prendere
un acquazzone biblico.
Rintanati sotto un porticato meditiamo sul da farsi. Sembra che pioverà per settimane e
quindi decido di affrontare l'ultimo tratto di strada sotto la pioggia battente.
Dopo mezz'ora la pioggia miracolosamente smette e ci ributtiamo sulla pista ciclabile
mentre il tempo inizia a migliorare.
Verso le sei del pomeriggio il sole esce a salutarci e illumina con i raggi caldi
del tramonto imminente il castello di Kufstein che domina il fiume!
La grande Gasthof Goldener Lowe ci accoglie e ci propone la migliore cena del viaggio,
sinceramente meritata, come il sonno che non si fa pregare.
Il giorno successivo il tempo è variabile ma ci permette una tranquilla visita del castello.
La rocca ospita un gigantesco organo all'aperto e un museo dedicato alla storia delle truppe
alpine tirolesi. Ripercorriamo le tappe della grande guerra, con nomi che fanno
parte della nostra storia: Pasubio, Cevedale, Piave. A mezzogiorno l'organo all'aperto suona,
come ogni domenica, per la pace e per ricordare i caduti di tutte le guerre e di tutte
le patrie.
E' bello non sentirsi stranieri in questa Europa a cui sentiamo di appartenere.
Al pomeriggio breve pedalata nei dintorni aspettando il treno per il ritorno. Da
qui inizia la Germania e da qui speriamo di ripartire un'altra volta.
In bicicletta lungo l'Inn






