In bicicletta lungo il Reno - luglio 2005

Consigli e preliminari



Consigli e preliminari

da Coira a Lustenau

da Lustenau a Diessenhofen

da Diessenhofen a Koblenz

cartelli indicatori Un viaggio non nasce alla partenza, nasce molto prima, dentro di noi; non termina all'arrivo, ma prosegue e continuerà in ogni viaggio futuro.
La partenza non è altro che la presa di coscienza di essere sempre stati in viaggio.
Nel nostro caso ci sono sempre cose molto prosaiche prima di partire: cercare le carte, pensare al modo di viaggiare e anche, questo è molto importante, sapere che questo sarà solo l'inizio per altre partenze e altri ritorni.
Infatti questo è stato un viaggio incompiuto; iniziato in un anno sbagliato, interrotto per cause di forza maggiore, rimasto un progetto ambizioso ma senza trasporto.

Le carte - Il Reno nasce in Svizzera, quindi mi è toccato un breve viaggio a Lugano.
guida ciclabile werd Nella libreria di Via Nassa ho trovato la carta ciclabile della Svizzera e l'assicurazione che in 24 ore avrei avuto anche la guida alla Pista Ciclabile Nazionale n. 2 della Svizzera, la Rhein Route, rigorosamente in tedesco (ISBN 3-85932-396-2).
Sempre in 24 ore mi hanno procurato anche la guida n. 1 Rhein Route della Esterbauer (ISBN 3-85000-029-X), di cui peraltro possedevo una versione precedente, non molto aggiornata.
Ho apprezzato che la casa editrice tedesca nell'ultima edizione abbia deciso di far partire l'itinerario da Andermatt, nel Cantone dei Grigioni, e non più da Schaffhausen come nell'edizione precedente.
guida cilabile esterbauer Preliminari - Deciso il viaggio, si sono posti problemi logistici quali dove lasciare l'auto o come arrivare al punto di partenza.
Abbiamo scartato il treno. Le Ferrovie Retiche arrivano fino a Andermatt, ma il costo del biglietto per due persone supera quello di tre pieni di gasolio.
L'idea di farci accompagnare in auto sino al passo dello Spluga non era cattiva. Alla fine abbiamo deciso di partire da Coira, dove il Reno non è già più un torrente, ma inizia ad essere un fiumiciattolo.
La scelta è stata anche imposta dallo scarso allenamento degli ultimi mesi, che ci ha suggerito di evitare i forti dislivelli che impone la prima parte del percorso, non per nulla chiamata Via Mala.