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Primo giorno: Coira - Sargans - km 34. L'automobile è finita in un
parcheggio sotterraneo vicino alla stazione ferroviaria di Coira.
Da qualche anno non mi emoziono più quando lascio l'auto per partire solo con la
bicicletta e le due/tre borse.
Per chi affronta il cicloturismo la prime volte ricordo che questo è un momento importante, carico di emozioni e sensazioni.
In fondo l'auto, almeno nella civiltà occidentale, è un prolungamento della propria casa.
Per noi, dopo l'Adda, l'Inn e il Danubio è proprio il caso di dire che tant'acqua è
passata sotto i ponti.
Rimangono comunque l'euforia e l'entusiasmo di ogni partenza. Il tempo non è eccezionale
e minaccia pioggia, ma anche questo, partendo nel cuore delle Alpi, era stato messo
in conto.
Siamo già a metà pomeriggio e ci proponiamo solo di scaldare i muscoli e valutare
il nostro (scarso) allenamento.
Partiti da Coira seguiamo la sponda del fiume fino a Bad Ragaz. La pista ciclabile
corre vicino alla ferrovia e, a tratti, parallela all'autostrada.
Infatti ci fermiamo a fare il pieno d'acqua all'autogrill dei Heidiland, piccolo,
lezioso e artificioso monumento a Heidi, dove un cancello permette ai ciclisti che
transitano di accedere all'area di servizio.
Pernottiamo a Sargans, dopo soli 30 chilometri di pedalata, mentre il tempo peggiora e
il severo castello si intravede fra la nuvolaglia bassa e umida.
Secondo giorno: Sargans - Lustenau - km 74. Sotto una pioggia battente riprendiamo
l'argine sinistro del Reno.
Dopo pochi chilometri il fiume scorre fra la Svizzera a sinistra e il principato del
Liechtenstein sulla sponda destra.
Il percorso è pianeggiante e monotono. Il paesaggio è vivacizzato dai castelli che sorgono sulle alture circostanti da un lato e dall'altro.
Ci divertiamo a passare da una sponda all'altra, entrambe dotate di piste ciclabili
asfaltate e invidiabili, anche se sulla sponda del principato il traffico è aperto
anche ai veicoli a motore. Questo non è un problema visto che la tratta è servita da un autostrada e ben due strade statali, e quindi incontriamo solo lenti mezzi agricoli.
Dopo una decina di chilometri la Ciclabile Nazionale si allontana dal fiume per
attraversare alcuni paesi.
La seguiamo per qualche chilometro, ma è costituita da una serie di inutili e ripidi saliscendi che uniscono paesi tanto suggestivi quanto commerciali.
Il cambio favorevole che attira i frontalieri austriaci ha trasformato molti paesini
in coloriti e luminosi susseguirsi di negozi.
Torniamo sull'alzaia destra, monotona ma pianeggiante.
Facciamo una piccola digressione verso Vaduz, capitale del Liechtenstein. Le due
piste ciclabili sono unite da un suggestivo ponte coperto di legno.
Riprendiamo la pedalata e decidiamo di seguire la riva destra del Reno che diviene
austriaca. In realtà non si tratta del fiume vero e proprio ma di un suo ramo morto, l'Alter Rhein, dove il fiume correva prima degli imponenti lavori di arginatura
dell'inizio secolo.
Ci fermiamo a pernottare a Lustenau, sulla sponda austriaca a pochi chilometri
dal delta del fiume nel lago di Costanza.
Sarà per via della moneta unica, sarà per i prezzi più contenuti, sarà per simpatia
per il popolo austriaco, ma ci sentiamo più a casa che non nella Confederazione Elvetica.
Oltrettutto il tempo è migliorato.
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