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Terzo Giorno: Lustenau - Keswil - km 54. Tappa piacevolissima ma faticosa.
Dopo aver attraversato il Reno si pedala per due decine di chilometri ancora in
territorio austriaco.
Il fiume si č gettato nel lago di Costanza e la ciclabile corre lontano da autostrade
e altre strade importanti. Attraversiamo prati e giardini di villette deliziose che
lasciano il posto a centri sportivi distesi nel verde.
Alberi secolari di dimensioni impressionanti si alternano ad alberi da frutto e
conifere.
Conflitti e tensioni di questi ultimi anni sembrano lontani da questo panorama di
concreta serenitā centro-europea.
Rorschac e Romanshorn, sulle rive del lago di Costanza sono due cittadine che sembrano
dedicate al relax e alle vacanze di famigliole serene e un po' stereotipate con
bambini troppo biondi, educati e sorridenti.
La pista ciclabile corre con dolci saliscendi a mezza costa sopra il lago, fra
ferrovia, frutteti e giardini ordinatissimi.
I dolci saliscendi si fanno sentire ai polpacci e ai quadricipiti e dopo oltre
cinquanta chilometri gettiamo la spugna.
Il paesino di Keswil č a pochi chilometri da Costanza. La nostra locanda, Gastehaus
Traube, dev'essere l'unica a buon mercato di tutta la Svizzera.
Per una cifra onestissima dormiamo e mangiamo, in modo un po' spartano, serviti di
tutto punto da un oste che fa tutto da solo: il portiere, il cuoco, il cantiniere e
il cameriere.
Quarto giorno: Keswil - Diessenhofen - km 62. Altra tappa faticosa, fra saliscendi
non sempre dolci, sulle sponde del Bodensee.
Dopo pochi chilometri dalla partenza arriviamo a Costanza, attraversando per l'ennesima
volta una frontiera.
Non c'č molto tempo quest'anno per le mie vacanze e ci limitiamo a gironzolare per
il centro della cittā tedesca, senza dimenticare la maestosa cattedrale romanica,
che da sola merita il viaggio.
Riprendiamo il viaggio, tornati in Svizzera, riprendendo i soliti saliscendi fra
ferrovia, frutteti e villette.
Il Bodensee č un tripudio di vele mentre un dirigibile instancabile ci ricorda che
Fredrichsafhen, sulla riva tedesca del lago, č stata la patria del conte von Zeppelin.
Le coste del Bodensee si avvicinano e sembra si apprestino a tornare le sponde del Reno
impaziente di correre verso Schaffhausen.
Ed eccoci finalmente sul Reno rinato.
Ci concediamo una pausa di un paio d'ore a Stein am Rhein. La cittadina sulla sponda
destra del Reno, in una lingua di terra che appartiene alla Svizzera, č un piccolo
gioiello di architettura rinascimentale.
Tutte le case che guardano la piazza principale sono coperte da affreschi che
rappresentano episodi sacri e profani della tradizione.
Rimontiamo in sella e ci divertiamo ancora a passare dalla riva destra, tedesca,
a quella sinistra, svizzera, cercando di evitare, con poco successo a dire il vero,
i terribili saliscendi che si alternano fra i boschi delle due sponde.
Alla fine vince la Svizzera, che dispone di un albergo, l'Hotel Krone a Diessenhofen,
che sorge vicino a un ponte coperto. Sul versante tedesco una salita minacciosa ci
divide dal paese sovrastante.
Il fiume č navigabile e ci godiamo il tramonto da un ristorante i riva al fiume.
La carta di credito rimanderā di un mese la sofferenza del conto in franchi svizzeri.
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