In bicicletta lungo il Reno - luglio 2005

2 - da Lustenau a Diessenhofen



Consigli e preliminari

da Coira a Lustenau

da Lustenau a Diessenhofen

da Diessenhofen a Koblenz

Terzo Giorno: Lustenau - Keswil - km 54. Tappa piacevolissima ma faticosa.
Dopo aver attraversato il Reno si pedala per due decine di chilometri ancora in territorio austriaco.
Il fiume si č gettato nel lago di Costanza e la ciclabile corre lontano da autostrade e altre strade importanti. Attraversiamo prati e giardini di villette deliziose che lasciano il posto a centri sportivi distesi nel verde.
Alberi secolari di dimensioni impressionanti si alternano ad alberi da frutto e conifere.
Conflitti e tensioni di questi ultimi anni sembrano lontani da questo panorama di concreta serenitā centro-europea.
Rorschac e Romanshorn, sulle rive del lago di Costanza sono due cittadine che sembrano dedicate al relax e alle vacanze di famigliole serene e un po' stereotipate con bambini troppo biondi, educati e sorridenti.
La pista ciclabile corre con dolci saliscendi a mezza costa sopra il lago, fra ferrovia, frutteti e giardini ordinatissimi.
I dolci saliscendi si fanno sentire ai polpacci e ai quadricipiti e dopo oltre cinquanta chilometri gettiamo la spugna.
Il paesino di Keswil č a pochi chilometri da Costanza. La nostra locanda, Gastehaus Traube, dev'essere l'unica a buon mercato di tutta la Svizzera.
Per una cifra onestissima dormiamo e mangiamo, in modo un po' spartano, serviti di tutto punto da un oste che fa tutto da solo: il portiere, il cuoco, il cantiniere e il cameriere.

Quarto giorno: Keswil - Diessenhofen - km 62. Altra tappa faticosa, fra saliscendi non sempre dolci, sulle sponde del Bodensee.
Dopo pochi chilometri dalla partenza arriviamo a Costanza, attraversando per l'ennesima volta una frontiera.
Non c'č molto tempo quest'anno per le mie vacanze e ci limitiamo a gironzolare per il centro della cittā tedesca, senza dimenticare la maestosa cattedrale romanica, che da sola merita il viaggio.
Riprendiamo il viaggio, tornati in Svizzera, riprendendo i soliti saliscendi fra ferrovia, frutteti e villette.
Il Bodensee č un tripudio di vele mentre un dirigibile instancabile ci ricorda che Fredrichsafhen, sulla riva tedesca del lago, č stata la patria del conte von Zeppelin. Le coste del Bodensee si avvicinano e sembra si apprestino a tornare le sponde del Reno impaziente di correre verso Schaffhausen.
Ed eccoci finalmente sul Reno rinato. Ci concediamo una pausa di un paio d'ore a Stein am Rhein. La cittadina sulla sponda destra del Reno, in una lingua di terra che appartiene alla Svizzera, č un piccolo gioiello di architettura rinascimentale.
Tutte le case che guardano la piazza principale sono coperte da affreschi che rappresentano episodi sacri e profani della tradizione.
Rimontiamo in sella e ci divertiamo ancora a passare dalla riva destra, tedesca, a quella sinistra, svizzera, cercando di evitare, con poco successo a dire il vero, i terribili saliscendi che si alternano fra i boschi delle due sponde.
Alla fine vince la Svizzera, che dispone di un albergo, l'Hotel Krone a Diessenhofen, che sorge vicino a un ponte coperto. Sul versante tedesco una salita minacciosa ci divide dal paese sovrastante.
Il fiume č navigabile e ci godiamo il tramonto da un ristorante i riva al fiume. La carta di credito rimanderā di un mese la sofferenza del conto in franchi svizzeri.