da Carnon-Plage a Sète - 8 settembre 2007
Brutta foratura di primo mattino, pompa fuori uso, raccordo per la
bomboletta perso, nessun negozio di biciclette e quindi mezza mattina è
persa per cercare un centro commerciale.
Il contrattempo ci permette di scoprire una sontuosa pista ciclabile che unisce
Montpellier al mare.
Non crediamo ai nostri occhi e se non fosse per il clima sembrerebbe di essere
in Danimarca.
La ciclabile corre lungo la departementale lontano dall'autostrada,
separata dalla carreggiata delle auto da siepi di lavanda!
Acquistiamo una fiammante pompa gialla, ritorniamo sui nostri passi e riprendiamo
l'alzaia alla sinistra del canale.
La strada corre fra due stagni che pullulano di fenicotteri rosa.
Incrociamo le solite house-boat e anche qualche grossa chiatta fluviale.
Qualche ciclista ci supera, qualcun altro ci incrocia arrancando contro vento,
mentre all'orizzonte compare la sagoma della cattedrale romanica dell'isola di
Maguelone.
La raggiungiamo con altri ciclisti; molti gitanti a piedi attraversano il
canale su un ponte mobile di barche.
Ci accodiamo ma i cancelli sono chiusi: la chiesa è recintata e fa parte di un'azienda
vinicola che non consente visite.
Mancano una ventina di chilometri a Sète.
Il mare si intravede tratti oltre la laguna e incontriamo altri ciclisti e qualche
coraggioso che affronta questo tratto di strada a piedi, sotto un sole implacabile
e contro vento.
L'ingresso a Sète è lunghissimo e l'ultimo tratto è lungo una statale a quattro
corsie dove le auto e gli autocarri ci sfrecciano a fianco.
Finalmente imbocchiamo una rampa che ci fa superare la ferrovia che scende al porto;
poco dopo inizia una specie di corsia ciclabile che arriva davanti alla stazione
ferroviaria.
Il nostro treno parte per Tarascon dopo venti minuti; non c'è il tempo per visitare
Sète; pazienza sarà per la prossima volta.



