Il progetto
Un viaggio, come mi piace ripetere, nasce dentro di noi spesso molto
tempo prima di partire.
Questo breve trekking è nato quasi diciassette anni or sono, nel corso del mio
primo viaggio in Corsica.
Era stato un viaggio particolare, in un momento per me delicato e interlocutorio.
La prima cosa che mi aveva colpito era stata la grande disponibilità dei Corsi,
poi la simpatia verso lo straniero, l'attaccamento alla terra, la natura selvaggia
e la salvaguardia dell'ambiente.
Quel viaggio era stato in auto da un hotel all'altro; senza grandi interessi; un
viaggio un po' asettico.
Quest'anno il viaggio è stato a piedi e miracolosamente ho trovato le stesse cose.
Sono arrivati l'euro e un po' di speculazione edilizia; in compenso l'Unione
Europea ha stretto i legami e annacquato le rivendicazioni di secessione.
L'ambiente e la natura del Cap Corse sono sempre gli stessi; i Capicorsini rimangono
tenacemente attaccati alle loro tradizioni e hanno mantenuto la stessa gentilezza
verso gli ospiti.
Il senso dell'ospitalità corsa è sintetizzato da un cartello scritto a mano sulla
porta della Chiesa parrocchiale di Nonza: "il n'y a pas des etrangers, mais seulement
des amis qui arrivent de loin" - Non esistono stranieri, ma solo amici che vengono da lontano.
Percorso e segnaletica
Il percorso è suddiviso convenzionalmente in due tappe, la prima da Macinaggio a Barcaggio, la seconda da Barcaggio a Centuri.
Il sentiero è segnalato da paletti di legno con la targhetta "Sentier du Douanier" o con l'indicazione del luogo.
Molto spesso la targhetta manca, asportata dalle intemperie o dall'intemperanza di chi vuole portarsi a casa a tutti costi un ricordo autentico.
In realtà con un buon allenamento si potrebbe percorrere tutto il sentiero in un solo giorno, ma il fascino di questo sentiero sono i panorami che si aprono inaspettati e sorprendenti dietro ogni promontorio e che sarebbero sprecati da una marcia affrettata.
E' indispensabile portare con sé un'adeguata scorta di acqua, soprattutto nella seconda parte del percorso.
La prima tappa è molto facile; i dislivelli sono molto contenuti e la presenza dell'uomo è sottolineata dalle torri di guardia medievali che ricordano il dominio genovese e le rivendicazioni pisane per il controllo delle coste e del commercio. Le coste sono scarsamente balenabili quindi al di fuori dei circuiti del turismo di massa.
Il paese di Barcaggio in realtà è un gruppo di case abbarbicate al porto, con un solo albergo, l'Hotel La Giraglia, e due piccoli ristoranti.
E' bene prenotare per tempo e informarsi sui periodi di apertura; è bene ricordare che le carte di credito non sono accettate ed evitare spiacevoli contrattempi. La seconda tappa è decisamente più selvaggia e impegnativa.
L'unica presenza umana sono il villaggio di Tollare, privo di strutture ricettive, e il semaforo di Cap Corse, alla sommità di Capo Grosso.
Il sentiero percorre zone incontaminate; anche la segnaletica è meno curata, e il mare si scorge in genere dall'alto di scogliere e falesie.
Non esistono trasporti pubblici per il ritorno, quindi è bene chiedere il numero telefonico di qualche taxi prima della partenza, oppure rifare il percorso all'inverso. Noi abbiamo deciso di tornare a piedi inventandoci un percorso fra le montagne da Centuri a Macinaggio.





