Da Barcaggio a Centuri


Partiamo relativamente di buon mattino dal porticciolo di Barcaggio.
Ci dirigiamo a ovest lungo un sentiero che attraversa la brughiera poi entra nella macchia molto fitta.
Il terreno appare a tratti rivoltato, forse da capre selvatiche, forse, più probabilmente, da cinghiali. Il mare è tranquillo e l'Isola della Giraglia rimane in vista mentre i gabbiani volteggiano, forse infastiditi dal nostro passaggio. Superato un promontorio appare il gruppo di case di Tollare, addossato a una torre e a una chiesetta.
Subito dopo il sentiero si inerpica piuttosto ripido verso il Monte Grande, che si oltrepassa poco sotto la cima.
Appare in basso una piccola baia ciottolosa e si scorge il sentiero che risale ripido dalla parte opposta della valle.
La strada non è più frequentata come lungo il tratto precedente e la vegetazione rigogliosa a tratti infastidisce la marcia.
Si risale il versante del Monte Rizzului sino ad incontrare la strada asfaltata che si segue verso nord-ovest sino a breve distanza dal semaforo di Cap Corse, sopra Capo Grosso.
Il sentiero qui piega a sinistra e inizia un tratto molto selvaggio, solitario a picco sul mare sino a imboccare la valle del Riusseau de Grotta alle Piane. Il tratto che sale è veramente impervio e poco frequentato.
Dopo aver raggiunto la quota di 200 metri la pendenza si addolcisce e si valica il Colle di Sundarelli, punto più alto del nostro percorso.
Inizia una discesa, a tratti impervia, che contorna successivamente tre promontori, dietro il penultimo dei quali compare finalmente il porto di Centuri e l'isola di Capense.
Siamo nella zona di Ajola e la discesa verso il mare è impervia, attraverso gradoni erosi di roccia fra i quali a tratti è il percorso non è sempre segnalato in modo chiaro.
L'ultimo tratto, fra scogliere e ruderi di insediamenti abbandonati, è finalmente pianeggiante.
Poco dopo si arriva al colorato Porto di Centuri, dove i pescherecci stanno alla fonda e sui moli si ammucchiano le reti da pesca.