Ritorno a Macinaggio


Non avevamo alcuna voglia di chiamare un taxi: questa è la verità; allora, nel più puro stile trekking, abbiamo deciso di tornare a Macinaggio a piedi.
Non sapevamo se ci fossero sentieri tracciati e segnalati, quindi, nonostante tutto, è stata una giornata di intuizioni geniali alternate a strade sbagliate.
All'inizio abbiamo imboccato la classica strada asfaltata che ci avrebbe portato sulla Route Departementale 80.
Dopo qualche chilometro abbiamo intuito la presenza di un sentiero che saliva al villaggio di Orche.
Avremmo potuto imboccarlo più a valle risparmiandoci qualche tornante asfaltato e almeno un chilometro di strada.
Raggiunto Orche, Laura ha avuto la buona idea di interpellare un vignaiolo che lavorava su una pergola.
Il signore, gentilissimo, ci ha suggerito di raggiungere la frazione di Canelle e di prendere un sentiero verso il Moulin Mattei.
Il sentiero si è rivelato molto ripido, ma ben segnalato, e ci ha portato in poco tempo al Colle de Serra, sulla D 80.
Qualche centinaio di metri per fotografare il Moulin, che è uno dei simboli di Cap Corse, poi abbiamo ripreso la strada per Botticella, dopo circa un chilometro.
Altri due chilometri sull'asfalto della D 80 e siamo arrivati al Passo di St. Nicholas.
Qui abbiamo incontrato un gruppo di ciclisti tedeschi che saliva da Macinaggio. Non parlavano né francese né italiano e poco inglese, ma hanno visto la nostra carta IGN.
Volevano scendere a Barcaggio e tornare a Macinaggio attraverso il Sentiero del Doganiere. Abbiamo tentato di dissuaderli e li abbiamo lasciati al loro destino incamminandoci per una lunghissima e noiosa ansa della D 80 per superare un vallone.
Forse avremmo dovuto scendere nella valle dal Passo di St. Nicholas, ma ci è mancato il coraggio e la scorta d'acqua per affrontare un terreno poco segnalato.
Dopo oltre quattro chilometri siamo arrivati sulle alture dietro le quali si scorgeva la marina di Macinaggio.
Dopo un altro chilometro sull'asfalto la carta IGN indicava un sentiero che sarebbe sceso nel bosco, evitandoci i tornanti della strada.
Il sentiero si è perso dopo un chilometro nel bosco. Fra capre e rovi anche il GPS ha perso il segnale!
Orientandoci approssimativamente abbiamo ritrovato una traccia sconnessa che scendeva a valle e poco dopo siamo usciti all'aperto in una radura in vista di Macinaggio.
Qui ci hanno raggiunto i ciclisti tedeschi, sbucati non si sa come dal bosco. Dopo saluti calorosi abbiamo percorso gli ultimi due chilometri fra prati di asfodeli e greggi di pecore sino al porto di Macinaggio.