Da Sorico a Samolaco ovvero da S. Miro a S. Fedelino

Questa breve camminata, dalle 3 alle 4 ore a seconda dell'allenamento per un percorso di circa 12 chilometri, porta dal lago di Como al lago di Novate Mezzola.
Il sentiero fa parte del Sentiero del Giubileo 2000, un lungo itinerario naturalistico che si estende sul confine occidentale della Lombardia, da Chiavenna, lungo la sponda occidentale del Lario, la sponda lombarda del lago Maggiore, del Ticino, del Po e sino all' Oltrepo Pavese.
La partenza è da Sorico, presso la scuola materna. Attraversata la statale Regina si imbocca la strada selciata che sale alla chiesa di S. Miro.
Dietro un'anonima facciata intonacata si apre una chiesa a pianta basilicale romanica. Dell'epoca originaria rimane ben poco. Notevoli sulla parete settentrionale sono due affreschi contigui che rappresentano la Madonna del Latte, dipinti verosimilmente alla fine del '400.
Aggirata la chiesa si prosegue con una breve salita sino al bivio dove inizia la Via dei Monti Lariani.
Si prosegue in piano per m lungo una mulattiera piuttosto larga che confluisce con la carrozzabile che dal Ponte del Passo sale ad Albonico. Dopo alcune centinaia di metri sull'asfalto si scende a destra lungo una comoda mulattiera, segnalata con un cartello di legno con la scritta Sentiero del Giubileo 2000 e l'effigie di un pellegrino.
A questo punto il sentiero, largo e comodo, costeggia l'ultimo tratto del fiume Mera sino a giungere alle case di Dascio.
Lasciamo alla nostra destra il paese e saliamo dolcemente sino a una rupe che domina il paese e l'Oasi Faunistica del Pian di Spagna sull'altra sponda.
Il sentiero si restringe e prosegue con dolci saliscendi fra boschi di castagni.
Oltrepassato un suggestivo ponte di pietra, che risale ai tempi dell'antica Via Regina, il cammino si inerpica deciso sino a circa 400 metri di quota, alto sulla sponda occidentale del Lago di Novate Mezzola.
Dopo un'ora circa di cammino fra boschi castagni secolari si raggiunge un bivio. Da entrambe le parti viene indicato il tempio di S. Fedelino, ma è opportuno prendere a destra per giungere dopo poche centinaia di metri a una rupe, il Salto della Capra, da cui si domina un'insenatura selvaggia del Lago di Novate.
Da qui si prosegue per qualche centinaio di metri per scendere una ripida e disagevole pietraia che porta sino al tempietto romanico di S. Fedelino, poco prima dello sbocco del Mera nel Lago di Novate.
La chiesa romanica, ad onta delle sue piccole dimensioni, è un grande capolavoro del primo romanico lombardo ad aula semplice absidata.
Sulla volta dell'abside è visibile, per quanto deteriorato un pregevole affresco del Cristo Pantocratore entro una mandorla, con due angeli ai fianchi.
Sulla parete dell'abside sono visibili alcune figure di Apostoli.
Dopo aver sostato sul prato circostante la chiesa si riprende il cammino che prosegue con pochi e agevoli saliscendi lungo la sponda sinistra del fiume Mera sino a raggiungere la chiesa romanica, abbandonata e in rovina, di S, Giovanni all'Archetto nel territorio del comune di Samolaco, alla frazione Casenda.